Perchè il divorzio non è accettato dalla chiesa?

Anche questo è un argomento complicato, soprattutto perchè neanche nelle Scritture c'è molta chiarezza in merito.
Cercherò quindi si esprimere solo qualche parere confidando che la mia ispirazione sia ben guidata.

Il fenomeno della disunione di un uomo dalla rispettiva metà è un fatto che già nella Bibbia veniva citato, tant'è che il ripudio della moglie era previsto anche da Mosè.
E' vero anche che nel vangelo di Matteo (19,3-12) viene revocato proprio da Gesù questo concetto perchè nato nel contesto di cercare di ammaestrare il popolo un pò "irruento" guidato dal grande profeta.

Questo mi fa pensare che la separazione di un matrimonio va vista anche nell'ottica del periodo storico e delle conseguenze che può comportare. Non ne condivido l'abuso come forma di comodo per soddisfare le proprie esigenze di libertà o evitare le responsabilità che una vita in comune impone però non reputo neanche positivo un accanimento indiscriminato verso chi si separa da parte della Chiesa.
Non dimentichiamo comunque che, in certi casi, la Sacra Romana Rota si riserva di sciogliere un matrimonio e quindi, o Questa si sostituisce a Dio (se prendiamo per buone le parole di chi celebra la cerimonia e che citano "Non separi l'uomo ciò che Dio ha unito") oppure qualcuno sta facendo un pò di confusione. Propendo per la seconda ipotesi e quindi analizziamo il problema.

Fa bene la Chiesa a condannare l'annullamento di un impegno preso davanti a Dio, ma ciò non toglie che tale promessa venga prima di tutto fatta alla nostra coscienza quindi il suo mancato rispetto è un fallimento personale e quindi inaccettabile per qualsiasi persona con un minimo di orgoglio!
Comunque, se in certi casi è previsto l'annullamento di tale impegno, significa che la fatidica citazione di cui parlavo prima potrebbe non essere utilizzata nel contesto giusto.

A tal proposito ci vengono in aiuto i nostri amici Messaggeri Divini, che ne sanno più di noi, con una chiave di lettura diversa. Il fatto di non separare quello che Dio ha unito potrebbe essere riferito alle due vite che coesistono in ognuno di noi (quella spirituale e quella materiale) e ciò può avvenire solo uccidendo fisicamente il prossimo. Quindi, tale imposizione potrebbe essere legata al comandamento "non uccidere" e non al matrimonio.

Bene, questo allegerisce un pò il discorso e propone un cammino logico che forse è più perseguibile.

Il concetto di matrimonio come lo intendiamo noi è abbastanza recente e non dimentichiamo che altre religioni, che cerchiamo faticosamente di condividere nei loro principi in quanto guidati sempre dalla medesima RELIGIONE UNIVERSALE, lo concepiscono in maniera diversa e comunque degna di rispetto. Senza entrare nel merito, mi viene da pensare che la disunione di una coppia cattolica e regolarmente "nucleata" (uomo e donna) non debba mai avvenire se comporta storpiamenti di un Progetto Divino innescato con la nascita di uno o più figli. E a nulla vale la maggiore età di tali discendenti in quanto la figura paterna e materna serve sempre, dall'infanzia per i bisogni primari fino alla maturità per la saggezza che con loro abbiamo il dovere di condividere.
Detto questo, è anche vero che un'unione "apatica" che non dà origine al concepimento della vita necessaria all'evoluzione di un'anima perchè impossibilitata fisicamente o per via delle convinzioni eccessivamente materialiste di una delle due parti, non può adempiere al progetto divino e pertanto non dovrebbe esserne accanitamente condannata la separazione, specialmente nell'ottica di una nuova unione più fruttuosa.
Tutti gli altri casi, che di fatto si possono riassumere nella categoria "incompatibilità di interessi", non giustificano la separazione in quanto, sempre in virtù del libero arbitrio, la scelta del matrimonio, per lo meno nella nostra civilta occidentale, non è mai obbligata e quindi c'è il tempo e il modo per valutare se il passo che stiamo facendo è sensato oppure no!

Il fatto per i separati di non poter ricevere i Sacramenti è materialmente aggirabile rivolgendosi ad un sacerdote ignaro della loro condizione, ma la loro coscienza cosa gli suggerisce? Solo loro (e il buon Dio) sanno la risposta che gli farà dormire sonni tranquilli oppure agitati!
Naturalmente, non arrabbiatevi con un sacerdote che sà della vostra separazione e che non vuole darvi la comunione. Non potete chiedere ad un vigile se potete evitare un divieto di transito per soddisfare una vostra comodità. Guai se la risposta non fosse "NO". Vuol dire che non sarebbe capace di fare il proprio mestiere di vigile (capito il riferimento???)

<< Indietro

 

Commenti  

 
#1 mirko 2013-05-08 08:48
la "sacra rota", che poi di sacro non capisco cosa abbia, per me e' solo un altro buon motivo per il vaticano di fare cassa, poi non capisco perche' un killer con una valanga di omicidi alle spalle puo' fare la comunione e un divorziato no!