Perchè i sacerdoti non possono sposarsi?

Questa domanda mi lascia sempre perplesso, specialmente quando viene fatta da chi ha già una famiglia e dovrebbe sapere quali sono gli impegni e gli obblighi che impone.

Si dice "Se i preti potessero sposarsi, ce ne sarebbero di più e la finireste con tutti i piagnistei circa la carenza di vocazioni"

Ho l'impressione che qualcuno prenda un pò troppo alla lettera il detto che i preti sono dei pastori che devono governare il gregge delle pecorelle del Signore. Siamo seri !
Non servono pastorelli che si siedono con lo zufolo a controllare che qualche agnellino non scappi o resti impigliato in qualche cespuglio di rovi.
Fare il sacerdote, oltre che una professionalità che non ha niente da invidiare ad un dirigente d'azienda, richiede anche una coerenza, rettitudine  e disponibilità che ben pochi dimostrano.
E comunque, un sacerdote è al servizio del prossimo che deve essere sempre al primo posto nella sua vita (e non fino a che non va in pensione).

Sposarsi e mettere su famiglia (perchè questo è lo scopo cristiano di tale condizione) prevede che devo innanzitutto adempiere alla mia missione di marito, padre ed educatore dei miei figli. Poi, eventualmente, posso dedicarmi al prossimo che non devo trascurare ma che non può venire PRIMA della mia responsabilità di capofamiglia.
Come potrebbe allora un sacerdote compiere il suo mandato impostogli dalla Chiesa? Se ci fosse una guerra o una calamità eccezzionale, come potrebbe abbandonare i suoi cari per correre in soccorso del prossimo? VOI, CI RIUSCIRESTE ??

Comunque, ammettiamo pure che molti aderiscano perchè affascinati da una vita meno scomoda non  più vincolata al celibato. Loro potrebbero anche sforzarsi di mettere l'altruismo al primo posto, ma le rispettive consorti?
Abbiamo parlato prima dei divorzi e sappiamo che il loro numero è in continuo aumento per banali incompatibilità di carattere che originano discussioni su quello che ognuno in famiglia ha diritto di fare.
Penso che trovare una moglie che condivida la scelta sacerdotale del marito, che prevede rinunce di ogni tipo, sia ancora più difficile che far passare un cammello attraverso la cruna di un ago (come cita una celebre frase del Vangelo di Matteo).

Lasciamo le cose come stanno e non complichiamole. Piuttosto diamo spazio alle vocazioni non pretendendo che tutti i nostri figli diventino ingegneri o calciatori circondati dal lusso e belle ragazze. Incoraggiamole dove ci sono e, visto che i sacerdoti sono pochini, cominciamo ad aiutarli sgravandoli di tante attività formative che ruotano intorno alle parrocchie e di cui pensiamo che debbano essere gli unici animatori.

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Commenti  

 
#1 Stefania 2012-03-06 11:01
sono d'accordo sul fatto che i sacerdoti non possono sposarsi per il fatto che trascurerebbero poi gli altri esseri umani che per loro debbono venire prima. C'è pero' un fatto: come fanno con il sesso? Il sesso è un dono di Dio anch'esso e va saputo dirigere nel modo giusto e con il tempo imparare a sublimarlo. I sacerdoti sono uomini e a lungo andare, se non praticano questa energia con chi amano (moglie?), potrebbero fare cose di cui vergognarsi davvero. Com possono riuscire ad amare il prossimo se hanno problemi con questa energia importante per l'eveluzione?
Stefania
 
 
#2 Franco 2012-03-06 14:13
Posso risponderti prendendo spunto dai messaggi medianici molto interessanti sintetizzati da Federico Cellina nel suo libro "Nuove istruzioni dall'Aldilà".
Le Entità Spirituali che noi non vediamo ma che ci assistono con pazienza e perseveranza, sostengono che sono gli uomini, e non di certo Dio, che hanno fatto del sesso un formidabile tabù. Quindi il sesso è affar nostro e come viviamo la nostra vita sessuale è questione solo personale, che dipende dalle scelte del singolo individuo.
Sempre secondo questi Maestri Spirituali, noi siamo liberi di comportarci come vogliamo, purchè nel nostro agire non danneggiamo noi stessi e, soprattutto, gli altri.
Ora che ho sdrammatizzato la gravità della possibile caduta in tentazione di un qualunque essere umano, atteniamoci per un attimo alle imposizioni, più o meno condivisibili, che la Chiesa Cattolica ci impone. Penso che un sacerdote dovrebbe curare quasi esclusivamente la sua vita spirituale e questa sua appagante dedizione, vista che lui l'ha scelta come cammino di vita, dovrebbe far quasi scomparire la necessità dell'espletamento di pratiche sessuali, a meno che non sia tentato da circostanze esterne da cui, però, conscio dei propri limiti umani, dovrebbe intelligentemen te stare a debita distanza.
Forse il vero problema è proprio questo.
La mondanità e la materialità in cui molto spesso si immergono, più o meno volontariamente , sono fonti di tentazioni a cui molti non sanno resistere. Magari se i preti pensassero di meno a frequentare atenei universitari per emergere socialmente e clericalmente e invece sfruttassero le loro energie per aiutare i giovani a crescere spiritualmente, la gioia che proverebbero per un espletamento così puro e saggio della loro missione probabilmente annullerebbe quasi completamente le tentazioni, anche sessuali, che la vità propone loro ogni giorno.
Franco
 
 
#3 Adriana 2014-01-19 16:23
Ma Pietro discipolo di Gesu era sposato perché nel passaggio bibbico Gesù ha curato la suocera di Pietro, la parola del Signore non impedisce nessuno di sposarse, leggiamo la parola del Signore non perire per mancanza di conoscimento Dio ci parla ,Dio benedica ogni persona che vede questo messaggio,amem
 
 
#4 Franco 2014-01-20 08:46
Pietro inizialmente non era un sacerdote ma apostolo e comunque, all'epoca non erano ancora chiare le regole di chi doveva essere testimone di Gesù.
Il celibato dei sacerdoti è una conseguente necessità dettata dal fatto che uno può essere legato indissolubilmen te alla chiesa e alla famiglia. Deve per forza scegliere una delle due strade. L'importante è che, una volta scelta la propria, questa venga percorsa con coerenza e convinzione.