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Budda si trovava in una foresta a Kosambi, in India, dove prese alcune foglie e chiese ai suoi discepoli: “Cosa ne pensate, o fedeli? Quali sono di più: le poche foglie nella mia mano o quelle nella foresta intorno a noi?”

“Signore, davvero poche sono le foglie nella mano del Benedetto - rispose un discepolo - mentre molto più abbondanti sono quelle nella foresta.”

E Budda continuò: “Allo stesso modo, fedeli, io vi ho detto solo una piccola parte di ciò che mi è noto; le cose che non vi ho detto sono molto più numerose. E perché non ve le ho dette? Perché non sono utili, non sono fondamentalmente connesse con la sacra vita spirituale, e non vi condurranno al Nirvana. Ecco perché non ve le ho dette.”

A Budda non interessava discutere di superflue questioni metafisiche che potessero dar vita a problemi immaginari e speculazioni infinite. Considerava simili argomenti “una regione selvaggia dell’opinione”. Allo stesso modo, e per due ottime ragioni, questo lavoro non tratta molti dei soggetti oggi discussi, ricercati, scritti e insegnati con riferimento alla Nuova Età dell’Aquario.

Innanzitutto, neppure un migliaio di trattati di dimensione enciclopedica sarebbero sufficienti a descrivere tutto quello che sta succedendo nel mondo, nel Sistema Solare e oltre, e che è direttamente collegato o ai Servitori o all’attuale fase del Piano Divino per la Terra. Di conseguenza, un lavoro su un soggetto come quello preso in esame in questo libro deve per forza essere sintetico e, quindi, in un  certo senso incompleto.

Secondariamente, molto di ciò che rientra nei parametri davvero ampi dell’attuale pensiero new age, seppure  spesso affascinante ed emozionante, tende a essere superfluo rispetto ai bisogni immediati del mondo. Nella miriade di nuove informazioni oggi disponibili, esiste ogni sorta di attraente distrazione, e questo può portare all’entusiasmo, alla dispersione dell’attenzione e, quindi, all’allontanamento dai problemi ora più importanti e pertinenti.

La verità è, è stata e sempre sarà semplice; in effetti, la sua essenza si può racchiudere in una frase molto lineare, eppure incredibilmente profonda: “L’Amore è il miglior mezzo per la guarigione e il progresso spirituali.” Scrivendo questo libro, in un certo senso “tecnico”, ci siamo talvolta trovati a chiederci se potesse rappresentare un rischio per alcune menti, che avrebbero potuto legarsi nel modo sbagliato alle idee e agli ideali che contiene. Ci siamo preoccupati della possibilità di essere senza volerlo responsabili della creazione di nuove prigioni concettuali per i cercatori della Verità. A questo proposito, vogliamo citare le sagge parole di Lao Tzu, autore del Tao Te Ching: “Ciò che può essere espresso a parole è solo un concetto limitato; sebbene le siano stati applicati nomi e idee, la verità sottile è indescrivibile.”

Affinché alcuni individui non inciampino negli stessi ostacoli che hanno intralciato una visione spirituale chiara e vera in ogni età e cultura, siamo tentati di suggerire al lettore, una volta compresi e interiorizzati i concetti esposti in questo libro, di dimenticarli e non fare altro che praticare l’amore incondizionato nella propria vita, in quanto, come ricorda Budda, “tutto è Samsara”, cioè illusione. Per i vigili occhi di chi è stato illuminato dalla semplice Verità e, di conseguenza, vede con perfetta chiarezza le cose per come sono in realtà, la vita fenomenica non è altro che una rete intricata di modelli energetici in movimento, qualcosa che cambia e scompare; niente in questo mondo è permanente o, di conseguenza, Reale.

Abbiamo già detto che i filosofi muoiono confusi, separati dalla Verità a opera delle loro stesse avide menti. Le filosofie e le idee complesse hanno la sola funzione di disperdere l’energia e l’attenzione, e portano alla confusione. Tuttavia, quando poniamo fine alle nostre difficoltà, quando crediamo senza riserve nei processi dell’esistenza e ci disponiamo ad accettare e amare le altre forme di vita, ci viene rivelato tutto ciò che è importante; raggiungiamo la perfezione istantanea, e vediamo la reale inconsistenza dei nostri costrutti mentali, delle identificazioni soggettive con la materia e il mondo fenomenico, e di tutti i fattori di questo genere che ci hanno in passato condizionanti e ora sembrano lievi increspature su un lago, raggi di luna riflessi in uno specchio.

La chiamata al risveglio, l’ego fittizio, i portali e i programmi, questi sono tutti strumenti concettuali per favorire la comprensione di alcune dinamiche esoteriche di per sé al di là della portata dell’intelletto; sono quindi degli indicatori, delle segnalazioni lungo la via della Vita Superiore. Bisogna sempre ricordare che mentre certe realtà possono sembrare rilevanti a certi livelli del Samsara, sono in realtà effimere, e quindi cessano di esistere in altre sfere dell’esistenza, dove il fattore evolutivo della coscienza - l’anima - si muove sempre verso l’alto e in avanti, nel suo viaggio di evoluzione ed emancipazione spirituali progressive da tutte le creazioni concettuali e le illusioni transitorie appartenenti ai mondi inferiori.

È la nostra più sincera preghiera che le verità qui rivelate vengano riconosciute per quello che sono, e non diventino ulteriori sostituti della Realtà, che può solo essere esperita, mai concettualizzata. È nostro desiderio che i princìpi e le idee da noi descritti non vengano visti come una scusa per terminare il necessario, gioioso ed eterno processo di ricerca di qualcosa di superiore, e speriamo che il nostro sapere aiuti infine i Servitori e l’umanità a raggiungere il sacro luogo dell’amore puro e incondizionato, dove il tempo diventa Eternità, il cuore individuale batte all’unisono col Cuore Universale, e la semplice e immutabile Verità Sacra può essere conosciuta.