Preghiera conclusiva E-mail

"Possa questa Comunità essere una autentica dimora spirituale per colui che è in ricerca, un amico per chi è solo, una guida per chi è confuso. Possano coloro che qui insegnano essere rafforzati dallo Spirito Santo per servire tutti coloro che vi giungono e per riceverli come fossero Cristo stesso. Nel silenzio di questa Comunità possano la confusione, la violenza e la sofferenza del mondo incontrare la Forza che consolerà, rinnoverà e solleverà lo spirito umano. Possa questo silenzio essere la forza che apre i cuori degli uomini e delle donne alla visione di Dio, e così insegnare a vicenda, nell’amore e nella pace, la giustizia e la dignità umana. Possa la bellezza della Vita Divina riempire questa Comunità e i cuori di tutti coloro che qui pregano in gioiosa speranza. Possano tutti coloro che vi giungono schiacciati dal peso dei problemi dell’umanità, ripartire ringraziando per le meraviglie della vita umana. 
Noi lo chiediamo nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo. AMEN ".

All’apertura del primo Centro per la Meditazione Cristiana a Londra nel 1984 Laurence Freeman ha composto questa preghiera pochi minuti prima che arrivassero le persone in attesa della benedizione della casa. Essa è stata spesso adottata dai gruppi di meditazione come da altre comunità, oltre che dalla Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana. La preghiera meditativa si è sviluppata anche al di fuori dell’esperienza di questa nostra comunità al punto che la meditazione,quale pratica della contemplazione, continua a sostenere la crescita di molte comunità apportandone pace e giustizia in piena maturità. Sebbene sia una pratica solitaria essa rivela la solitudine quale riconoscimento ed accettazione dell’eterna unicità di ogni persona e dell’eterno ed unico valore di ciascuno condiviso però con ogni creatura del cosmo. Da questa esperienza di preghiera silenziosa solitamente scaturisce la forza della compassione, che è il frutto più specifico della meditazione e la più potente forza al mondai fini della trasformazione delle tenebre in luce, necessaria anche per la guarigione delle ferite umane e per il sollievo della sofferenza.