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Il giudizio finale

Il vangelo di questa domenica è così ricco di contenuti, spesso scontati, che commentandolo si rischia di cadere nella banalità, quindi mi concentrerò solo su due punti che ritengo essenziali e attuali: la zizzania e il giudizio finale.

Per quanto riguarda il primo punto, l’abbiamo sentito così tante volte che ormai non ci soffermiamo più ad analizzarlo, ma di fatto contiene la risposta alla domanda che tutti si pongono: perchè Dio permette che il male dilaghi nel mondo?
La convivenza del bene con il male è necessaria per forgiare le anime in modo che diventino refrattarie alle insidie che inevitabilmente trovano sul loro percorso evolutivo.
Non esiste nessuna crescita senza sacrifici, nè dal punto di vista sportivo, nè professionale nè spirituale. Chissà perchè, però, nei primi due casi le difficoltà sono accettate di buon grado, anzi, spesso si vanno a cercare apposta per diventare più forti mentre nell’ultimo non le si accettano in alcun modo, anzi, sono viste come un oltraggio al nostro diritto di vivere tranquilli al riparo da ogni iniquità. Vorremmo cioè diventare dei campioni di fede e di bontà senza sostenere nessuno sforzo. Ma secondo voi è possibile diventare campioni sportivi senza fare nessun allenamento e senza i consigli di un “mister” che sia in grado di indirizzarci sulla giusta strada? Per la nostra crescita spirituale è la medesima cosa e non mi dilungo ulteriormente in quanto la risposta è ovvia. Se qualcuno di voi non la trova, è perchè in cuor suo si rifiuta di accettarla quindi non cercherò di convincerlo in quanto un vecchio proverbio cita  “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Il nostro allenatore ce lo abbiamo ed è Gesù quindi, se vogliamo migliorarci e capire come “giocare” per vincere, dobbiamo per forza fidarci di Lui. Per i genitori, aggiungo un consiglio, scontato nell'ambito sportivo e professionale ma spesso ignorato nell'ambito spirituale: lasciate che i vostri figli affrontino le difficoltà della vita da soli. Magari prenderanno qualche botta, come succede nell’allenamento per una partita di calcio, ma l'importante è che siamo loro vicini per aiutarli a rialzarsi e a non desistere dal loro percorso formativo. E' l’unico sistema per farli diventare dei potenziali campioni e non delle riserve che passeranno la maggior parte della loro vita in panchina.

Il secondo punto che voglio approfondire riguarda la fine del mondo. Questo passaggio, spesso rappresentato con le anime buone vestite di bianco che salgono in cielo e quelle cattive vestite di nero che scendono all'inferno, ci perseguita da sempre, perfino nelle opere artistiche che molti pittori gli hanno dedicato, tanto che ormai è considerato come una storiella puerile che genera ovvia ilarità tra gli atei che ce la sentono raccontare.
Purtroppo questa circostanza, che nessuno ha mai visto, penso che dovrebbe essere interpretata in maniera leggermente diversa. Bisognerebbe completare la frase con "fine del mondo terrena" e allora le cose forse avrebbero un senso diverso.
Vi siete mai chiesto quante persone muoiono ogni giorno nel mondo? Sono più o meno 180.000 ed è una stima ottimistica. Di fatto, quindi, ogni giorno c'è un esercito di anime che lascia questa terra e prima o dopo anche noi ne faremo parte. Quindi, se vogliamo materializzare quello che vediamo raffigurato nelle varie opere artistiche sacre, direi che siamo soddisfatti.
Parlando seriamente, una fine del mondo intesa in modo assoluto non penso sia ipotizzabile perchè avrebbe poco senso. Lascerebbe un pianeta desolato e non penso sia quello che Dio vorrebbe altrimenti sarebbe già successo da tempo in quanto motivi per farlo ne avrebbe avuti moltissimi.
Perchè un messaggio, di qualsiasi genere, abbia senso deve riguardarmi personalmente quindi la fine del mondo non può essere un evento remoto che probabilmente non mi riguarderà mai ma deve essere una condizione che toccherò con mano e per la quale mi devo saggiamente preparare, altrimenti niente e nessuno riuscirà a convincermi dell’importanza di una conversione.
Se vogliamo agganciarci al primo punto citato, cioè la zizzania, potremmo dire che la fine della nostra vita terrena è come una tappa a cronometro in cui dovremo dimostrare se ci siamo allenati bene per vincere e guadagnarci quindi il bonus per il passaggio ad un’altra dimensione migliore di questa.

Prendiamo quindi molto seriamente il vangelo di oggi perchè ci dà delle indicazioni preziose che non possiamo ignorare se vogliamo raggiungere l’obiettivo finale di una vita eterna vissuta vicino a Dio, altrimenti accettiamo le conseguenze di una vita frivola e godereccia senza però poi tediare il  nostro prossimo con le inevitabili crisi spirituali che ci assaliranno e che quasi sicuramente prima o dopo verranno a disturbare la nostra coscienza.

Buona domenica.

Franco

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