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Il regno dei cieli

Anche questa domenica si parla del giudizio finale con l’aggiunta però che nessun sacrificio è eccessivo per guadagnarselo in quanto dovrebbe essere l’unico scopo della nostra vita terrena.

A questo punto, il commento odierno potrebbe concludersi se non fosse che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e su questo potremmo intavolare una discussione che probabilmente non avrebbe mai fine.
Per fare quello che il vangelo ci dice oggi dovremmo non aver mai vissuto l’evoluzione materialista e sociale in cui siamo stati coinvolti negli ultimi 50-60 anni, ma essendo questo inevitabilmente successo, di solito lasciamo perdere sperando che il giudizio finale sia solo una storiella che non debba riguardarci, un pò come i fumatori convinti che il problema del cancro ai polmoni riguardi solo gli altri e non loro stessi.
D’altronde come biasimarli? Come può una persona operare secondo le indicazioni del vangelo quando è legata al mondo materiale da vincoli indissolubili come mutui da pagare, lavori sempre più pressanti o mogli e mariti da rispettare anche se intralciano le proprie scelte di vita per via del sacro vincolo del matrimonio?
Potrei mettere tantissime altre situazioni, ma penso che abbiate capito a cosa mi riferisco. Viviamo in un ambiente sociale dove difficilmente abbiamo lo spazio necessario per muoverci come ci viene indicato dalle sacre scritture, non siamo come i religiosi o le religiose che sono dispensati dai vincoli sopracitati.

Allora, qual’è la soluzione? Come sempre, dobbiamo trovare un compromesso e tener ben presente che Dio accetterà qualsiasi cosa noi facciamo per elevarci spiritualmente, anche se a noi potrebbe sembrare irrilevante.
Ricordiamoci sempre della parabola della vedova che getta due monetine in elemosina e che hanno un valore incalcolabile in quanto rappresentavano tutto quello che aveva (Marco 12,41-44).

Così deve essere anche il nostro atteggiamento. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo senza però superare i limiti che la nostra quotidianità ci impone per rispettare gli impegni che ci siamo presi. Mi rendo conto che è difficile, ma abbiamo sempre il nostro amico angelo custode pronto ad aiutarci in merito. Chiediamo il Suo consiglio in merito alle varie scelte che dobbiamo affrontare nella nostra giornata e vedrete che la soluzione non tarderà ad arrivare.

Probabilmente noi non diventeremo mai dei santi a cui verranno dedicati statue o basiliche ma questo a Dio non interessa.
Facciamo costantemente del nostro meglio e, se lo facciamo seriamente senza ipocrisia, sarà la goccia d’acqua che andrà a riempire col tempo la brocca da cui attingeremo alla fine della nostra esistenza terrena per purificarci e poter quindi proseguire il nostro cammino verso la vita eterna.

Un paio di esempi. Potremmo iniziare ad abbattere ogni forma di piacere per le cose superflue. Possiamo farlo subito e in ogni situazione. Cominciamo col rispettare le risorse naturali procurandoci solo quello che ci serve, anche quando facciamo la spesa, perchè tutto quello che consumiamo non nasce dal nulla ma richiede lo sfruttamento di risorse che potrebbero essere utilizzate per fini molto più umanitari.
Basti pensare, ad esempio, al biocombustibile dove prodotti vegetali, quindi commestibili, vengono usati per creare carburante per muovere le automobili anziché aiutare milioni di persone a non morire di fame.
Non facciamoci contaminare dalle teorie progressiste che, in nome della scienza, ci fanno credere che il progresso ha la precedenza su tutto, anche sulla vita umana. Evitiamo e condanniamo ogni forma di manipolazione e di sintesi chimica che non serva per aiutare il nostro prossimo a soddisfare le basilari necessità indispensabili per la sopravvivenza.

Evitiamo anche di disperdere tempo e risorse in viaggi fantastici che hanno solo lo scopo di fornirci motivo di orgoglio con i nostri amici quando li raccontiamo. E’ inutile assatanarci tutto l’anno con lavori esasperanti, che magari ci allontanano da una sana vita spirituale, per poterceli permettere e godere poi solo di pochi giorni di relax.
Quando ritorneremo ripiomberemo subito nel nostro inferno quotidiano fatto di egoismo e di falsi ideali dove non c’è posto per Dio.
Io sono convinto che ognuno di noi dovrebbe “andare in ferie” almeno mezz’ora al giorno ma nell’ambiente in cui vive, cercando quell’armonia e serenità che gli permetterà di stare bene con se stesso e di essere quindi un portatore di positività in un mondo che ne ha tanto bisogno.

Potrei fare altri esempi, ma penso che a questo punto ognuno di voi sarà in grado di trovarli nella sua vita quotidiana.

Buona domenica

Franco

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