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La moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Questa domenica il vangelo ci racconta di un altro momento triste della vita di Gesù, quando cioè perde il suo fedele e prezioso amico Giovanni Battista. In preda a questo sconforto, parrebbe che, come a volte succede anche a noi, voglia ritirarsi in un posto deserto per sfogare la Sua tristezza ma forse la Sua non è proprio voglia di solitudine in quanto va con la barca in un luogo che si poteva raggiungere anche a piedi, tant'è che al suo arrivo trova migliaia di persone ad aspettarlo, e questo Lui lo sapeva, anzi, probabilmente aveva cercato volutamente uno spazio abbastanza capiente per contenerle tutte.

Se analizziamo questo fatto con la dovuta attenzione, forse potremmo capire perché si è comportato così.
Giovanni Battista era stata una figura importantissima per Gesù. Ne aveva anticipato la Sua venuta e ne aveva magnificato le imprese prima ancora che Lui le manifestasse. Era quindi, un punto di riferimento essenziale per un popolo alla ricerca della fede.
E' probabile quindi che, con la sua morte, Gesù temesse un affievolimento dell'entusiasmo della gente per il messaggio evangelico che proprio in quegli anni iniziava a circolare, quindi ha ritenuto opportuno rafforzarne la fiducia intervenendo personalmente con atti di inequivocabile chiarezza, e cioè con guarigioni miracolose e la moltiplicazione dei pani e dei pesci che è appunto quello che cita il brano odierno.

Spesso anche noi vorremmo vedere qualcosa del genere convinti che questo rafforzerebbe la nostra fede ma purtroppo ci sbagliamo. L'esempio della morte di Cristo in croce dovrebbe illuminarci. Nonostante i suoi evidenti prodigi, è stato barbaramente ucciso come un delinquente della peggior razza.

Purtroppo in un mondo come il nostro, che caratterialmente è uguale a quello di duemila anni fa, solo chi sa vendere fumo e sa incitare la gente più con belle parole che non con i fatti riesce a fare "miracoli", ma non nel senso biblico della parola.

Questo dimostra che la vera risposta ai nostri dubbi non può venire dall’esterno ma possiamo trovarla solamente dentro di noi sfruttando l’istinto e il magnifico dono della ragione che abbiamo ricevuto.
Non dobbiamo avere fede perché qualcuno ci intima di farlo in virtù del fatto che abbiamo ricevuto il battesimo. Chi era stato battezzato da Giovanni Battista era di solito abbastanza adulto da capire quello che stava facendo quindi era agevolato in tal senso, ma noi battezziamo i nostri figli in tenerissima età e non possiamo quindi pretendere da loro un vincolo indissolubile ad una fede che gli abbiamo imposto senza che loro potessero rendersene conto.
Il battesimo, semmai, è un promemoria solenne per i genitori che devono ricordarsi di tale scelta e devono quindi mantenere un atteggiamento cristiano coerente a tale decisione per tutto il tempo che sarà necessario affinché i loro figli lo percepiscano e lo adottino a loro volta come stile di vita.

Questo è anche l’atteggiamento di Gesù che, nonostante le imprese miracolose che ha compiuto e le perle di enorme saggezza che ha elargito con le proprie parabole, rimane coerente alle Sue scelta di vita anche quando viene crocifisso, e non rinfaccia a nessuno le immense opere che aveva fatto per ottenere una grazia che sarebbe stata più che meritata.

Semmai avessimo comunque l’enorme privilegio di essere testimoni di qualche miracolo, facciamone tesoro per rafforzare la nostra fede e cerchiamo di esserne buoni testimoni nei confronti di chi non crede e vive una vita piena di dubbi e di insicurezze. Stiamo attenti però a non insistere troppo in quanto rischiamo di passare per dei fanatici. Otterremmo probabilmente l’effetto contrario, come succede per qualche “miracolato” che spopolata mediaticamente citando continuamente e con insistenza le grazie che gli sono state donate.

Il prodigio della moltiplicazione dei pani e dei pesci ci insegna che Dio è sempre pronto a soddisfare le nostre esigenze, sia materiali ma soprattutto spirituali quindi approfittiamo di questa Sua disponibilità finche siamo ancora in tempo. Lui ci sarà sempre per tutta l’eternità, noi NO!

Buona domenica

Franco

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