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Gesu' che cammina sulle acque.

Non c'è niente da fare, l'istinto prevale sempre su tutto, anche sulle professioni di fede più convinte, e neanche la presenza di Gesù riesce a modificare questo stato di cose. Questo, in sintesi, è quello che a prima vista si deduce dal vangelo di questa domenica.
Gli apostoli continuano a dichiarare di riconoscere nel loro Maestro il figlio di Dio ma alla prima difficoltà si riempiono di perplessità e paure.
Consoliamoci quindi se questo accade anche a noi, ma non adagiamoci sugli allori pensando che, se succedeva a loro, a maggior ragione i loro dubbi ci sono concessi in virtù del fatto che non abbiamo mai visto Gesù all’opera con qualche miracolo eclatante. Una cosa è sicura e le scritture sono piene di esempi in tal senso: se fondiamo la nostra fede solo sul fatto di toccare con mano i benefici materiali che questa può darci, non andremo molto lontano.

Da qui nasce la necessità di trovare delle motivazioni a noi congeniali che possano renderci sicuri della presenza di Dio al nostro fianco e questo lo dobbiamo fare anche a costo di rinunciare ai dogmi cristiani che la nostra dottrina ci impone per adottare interpretazioni evangeliche che possano essere per noi più ragionevoli. Ricordiamoci sempre che la religione migliore non è quella cristiana ma è quella che ci avvicina maggiormente a Dio.

Comunque, tornando al vangelo odierno, rimaniamo ancorati agli insegnamenti di Gesù che senza ombra di dubbio è stato il più grande e competente Maestro spirituale di tutti i tempi.

Certo è difficile in mezzo ad una tempesta fidarsi ciecamente di qualcuno al punto di mettere a repentaglio la propria vita. L'istinto di sopravvivenza, che ha permesso all'uomo di superare fin dalla preistoria le difficoltà che avrebbero potuto mettere a serio rischio la sua evoluzione, è sempre dominante nella nostra quotidianità anche se non ce ne accorgiamo. E’ una caratteristica che fa parte del dono della vita che abbiamo ricevuto da Dio e come tale dobbiamo accettarla e rispettarla.
Purtroppo a volte può esserci d'intralcio nelle scelte incondizionate che Gesù ci chiede di fare ma in fondo anche Lui sa benissimo che questo fa parte del gioco e accetta la nostra titubanza senza troppe critiche.

Ripeto: non abusiamo però di questa condizione come spesso troppe persone fanno. Ripudiare Dio alla prima difficoltà o pretendere atteggiamenti cristiani, magari nei nostri confronti, da chi ci sta vicino presuppone che noi per primi viviamo in uno stato di grazia adeguato e siamo di buon esempio per il prossimo altrimenti, invece di commettere un peccato veniale dettato dalle umane paure, commettiamo con la nostra ipocrisia un sacrilegio che sarà molto difficile giustificare.
D'altronde Gesù ha passato la vita a perdonare chi, per ignoranza, non applicava i Suoi insegnamenti o, addirittura, lo ha condannato a morte e questo vuol dire che è normale che l'uomo inciampi in dubbi e contraddizioni che possono alterarne l’integrità spirituale.

Il messaggio di questa domenica, quindi, è di mettere tutto il nostro impegno per crearci dei riferimenti personali che rafforzino la nostra fede in Dio e poco importa se non sono perfettamente allineati alle pretese di qualche prete che vede solo nell'atteggiamento esteriore l'adempimento delle formalità cristiane. Se questo fosse l’unico modo di manifestare la propria fede, tutte le religioni che si appoggiano a concetti diversi dai nostri, compresa la reincarnazione, sarebbero delle cialtronate senza senso, ma per fortuna le cose non stanno così.

La mia visione di religione universale si basa proprio su questo concetto e, più passa il tempo, più mi convinco, anche alla luce degli atteggiamenti di apertura di papa Francesco, che allargare la nostra mente a concetti diversi da quelli finora elaborati sia l’unico modo per uscire da uno stagnamento religioso che sta vanificando tutto quello che Gesù ha fatto per noi.
Come altre volte ho detto, tutto il mio sito è imperniato su questo modo alternativo di concepire la Fede quindi, se non lo avete fatto, vi invito a leggerlo nella sua integrità.

Buona domenica.

Franco

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