Come avviene la chiamata di Dio ad una vocazione?

Abbiamo parlato in un capitolo precedente della telepatia come forma di comunicazione immensamente veloce per mantenere i contatti interplanetari nel nostro Universo.
Anche Dio usa questo canale per comunicare con noi. La chiamata ad essere suoi discepoli, quindi, è uno dei tanti messaggi che Lui diffonde A TUTTI per perseguire il suo progetto di fratellanza universale.

Un contatto telepatico non è sempre molto chiaro e deve essere dedotto dalle circostanze che lo segnalano.
In ogni caso, è percettibile da chiunque, anche da chi è immerso in una realtà completamente estranea al contesto del messaggio (vedi San Paolo).

Il secondo passo è approfondire il senso della percezione, e per fare questo bisogna avere la mente sgombra da tutti i pensieri inutili (cioè la maggior parte) che abitualmente ci affannano.
Bene ha fatto San Francesco d'Assisi ad abbandonare quella mondanità che lo assordava per dedicare la sua mente alla percezione del messaggio divino. Tutto il resto era superfluo e ha dimostrato che se ne poteva tranquillamente fare a meno.
Il nostro Santo nazionale, in effetti, si è creato una condizione di vita che ben pochi potrebbero sopportare, specialmente ai nostri giorni, però questo non vuol dire che non possiamo alleggerirci di tante finte preoccupazioni che sono generate dal consumismo e che sono predisposte appositamente da chi vuole arricchirsi alle nostre spalle facendoci credere alla necessità di un inutile mondo materiale fatto di mode ridicole e di comodità che molto spesso vengono considerate irrinunciabili bisogni.

Arrivati a questo punto, e non è poca cosa, bisogna rendersi conto di essere in contatto telepatico con Dio. Questo presuppone innanzitutto la massima fede nei Suoi confronti che di fatto si rinforza sempre di più mano a mano che iniziamo a percepire risposte a dubbi esistenziali a cui non avevamo mai pensato prima oppure avevamo ipotizzato senza però riuscire a spiegarne il collegamento con la nostra realtà.

Questo è un processo che può essere veloce, in caso di ragazzi che crescono su un terreno fertile, cioè in famiglie che mettono la Fede al primo posto senza però per questo trascurare la materialità necessaria a rendere sopportabile e concreta la vita di ogni giorno.
Nel caso di persone adulte, invece, il processo è più lungo  in quanto, avendo queste esaurito il necessario candore giovanile, sono molto più scettiche e devono lottare non poco per dare un senso alle ispirazioni che ricevono da Dio  prima di accettarne l'inconfutabilità.

Arrivati a questo punto, serve l'allenamento necessario per rendersi consapevoli delle proprie forze spirituali. Se manca questo "rinforzo", una volta iniziata la propria missione apostolica (sacerdozio) è molto probabile che ci sia un crollo irrecuperabile. Ecco perché è prevista una lunga preparazione nei Seminari che possono essere considerati vere e proprie palestre della Fede.

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