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La strana equita' di Dio.

Quando leggo il brano di questa domenica che parla del padrone del campo che assume degli operai per la sua vigna, mi pongo sempre una domanda: perché facciamo di tutto per vivere secondo principi di massima equità elaborando leggi e regole in modo che tutti abbiano denaro in proporzione del loro meriti quando Gesù, nella sua parabola, stravolge completamente questo principio per noi sacrosanto ? Forse stiamo sbagliando qualcosa ?

Potrebbe essere proprio così in quanto il sistema di vita che CI SIAMO creati, specialmente negli ultimi 60/70 anni è imperniato sul guadagno e sull'interesse materiale quindi ogni nostra attività deve soddisfare l'equazione: maggior lavoro = maggior guadagno.
Non importa se quest’ultimo supera le nostre reali necessità. Se è così, possiamo sempre sperperarlo per dimostrare a chi ci sta vicino che noi siamo migliori perché lavoriamo più di loro.

La parabola di questa domenica ci ribadisce ancora una volta che i nostri principi di equità assomigliano a quelli che gestiscono un qualsiasi gioco che i bambini fanno tra di loro, cioè servono solamente per regolamentare il nostro passatempo terreno in attesa del passaggio alla vita successiva. Per carità, è giusto che ci siano, altrimenti continueremmo a litigare visto che siamo sempre dei poveri esseri umani, ma dobbiamo prenderli per quello che sono e non devono rovinarci l'esistenza imponendoci stili di vita inappropriati.

Ciò che Dio ha previsto per noi è molto più di un trastullo che dura qualche decina di anni, al massimo un centinaio. E' qualcosa di molto più serio che dura per l’eternità. Per questo motivo, quello che conta è lavorare per una giusta causa, nel nostro caso, la vigna del Signore.
Il guadagno economico non è così importante, dovrebbe servirci solo per procurarci il pane quotidiano, tant'è che nella parabola viene distribuito in egual misura sia a chi ha lavorato tanto sia a chi ha lavorato poco.

Il vero compenso che Dio ci dà è la serenità di cui abbiamo bisogno per vivere felici con noi stessi e con gli altri, e chi ha iniziato prima a lavorare nella Sua vigna, cioè gli operai mattinieri, ne riceverà di più di chi ha cominciato a lavorare dopo, cioè gli operai assunti nell'ultima ora. Di conseguenza, vedete che i conti tornano.
Considerando però la tristezza e lo sconforto che spesso vedo dilagare tra chi mi sta attorno, presumo che molti operai debbano ancora trovare lavoro come vignaioli, forse perché cercano qualche altro impiego più remunerato e qualificante che però non è quello più adatto per loro...

Mi rendo conto che trattare questo argomento nel mondo attuale è molto difficile e pochi condivideranno completamente le mie considerazioni, ma non ci sono alternative. Già in altre occasioni abbiamo trovato citazioni imbarazzanti del tipo "...non si può servire Dio e mammona (cioè il denaro)" (Matteo 6,19-24).
La strada che Gesù ci indica per una vita cristianamente serena è sempre quella: o seguiamo i principi di Dio o seguiamo il nostro istinto materialista.

Se vogliamo quindi comprendere il messaggio di oggi, dobbiamo distaccarci dal gusto per l'esclusivo godimento materiale e cominciare ad apprezzare il piacere spirituale che si ottiene vivendo in grazia di Dio e che di fatto annullerà gran parte delle nostre esigenze mondane.

Cos’altro dire? Provare per credere. Per fortuna non è necessario cambiare radicalmente vità per scoprire la validità di questo principio. Si può cominciare con piccoli passi impegnandosi a favore di una buona causa che però sia tangibile, altrimenti non vedremo il risultato dei nostri sforzi o, peggio, continueremo a vivere nell’ipocrisia convinti che la poca o tanta elemosina che facciamo la domenica in chiesa o a qualche mendicante che incontriamo per strada sia la via giusta da seguire.

Mettiamoci in gioco anche nelle piccole cose, dando la nostra disponibilità nelle parrocchie magari a favore dei giovani sfruttando l’esperienza che abbiamo accumulato negli anni per aiutarli in iniziative importanti per loro, animiamo le messe con musiche e canti se abbiamo ricevuto da Dio il bellissimo dono del talento musicale, diamo la nostra disponibilità alla divulgazione del catechismo tra i più piccoli se abbiamo del tempo da mettere a disposizione e chi più ne ha, più ne metta.

Non importa anche se iniziamo ora questo nostro servizio, magari avremmo potuto farlo molto tempo fa, ma non importa. Avremo al massimo solo il rimpianto per non aver potuto godere prima della gioia derivante dal nostro impegno e allora ci renderemo conto che chi ha cominciato prima, in realtà ha ricevuto molto più di chi ha cominciato dopo in termini di soddisfazione e serenità.

Questo è il messaggio che il vangelo di oggi ci vuole trasmettere e che mi auguro arrivi a ciascuno di voi.

Buona domenica

Franco

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