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La falsità dell'apparenza.

Il vangelo di questa domenica è molto attuale e non è difficile calarlo nella vita di ogni giorno.
In pratica si può tradurre così: dobbiamo credere a chi predica bene e razzola male o a chi, pur polemico, opera in prima persona dando un esempio positivo con la sua disponibilità e rettitudine?
La risposta potrebbe sembrare ovvia e non potrebbe essere che la seconda. Ma allora, perché crediamo e mettiamo in pratica tutto quello che ci dicono i mass media, anche se questo va contro la logica più elementare, e tacciamo come stolto chi cerca di vivere con coscienza lontano il più possibile da tendenze consumistiche che annebbiano il buonsenso?
E, di conseguenza, perché cedere alle lusinghe di beni materiali anche se non possiamo permetterceli? Ci dicono che pagando a rate non ce ne accorgiamo nemmeno, ma quanti sono caduti in questa trappola ed hanno accumulato tanti piccoli debiti indotti dalla pubblicità che ora non sono più in grado di pagare?

Tornando al tema del vangelo odierno, troppo spesso valutiamo il nostro prossimo secondo bigotte impressioni che crediamo personali ma in realtà ci sono indotte da speculatori senza scrupoli. Potrebbe essere invece che proprio un coscienzioso atteggiamento “fuori dal coro” è quello che Dio si aspetta da ognuno di noi.

Tempo fa, in una trasmissione radiofonica, ho sentito un commento che mi ha fatto sobbalzare ma anche ragionare.
Siamo certi che una grande figura come madre Teresa di Calcutta sia vissuta dispensando a tutti quell’aiuto che la gente cercava da lei? Le sue risorse erano molto limitate, in considerazione della moltitudine di gente che aveva bisogno del suo aiuto, e sicuramente in qualche caso avrà dovuto allontanare una madre disperata lasciando nell’agonia il proprio figlio perché costretta a dirottare energie e medicinali a casi più gravi.
Secondo voi, la madre di questo bambino, che magari lo vedrebbe morire agonizzante per l’umana impossibilità di assistenza medica, vedrebbe la grande santità nella famosa suora benefattrice che vediamo noi? Ne dubito fortemente...
Sicuramente ne saranno successi molti di questi casi eppure madre Teresa è stata dichiarata, giustamente, beata dalla nostra Chiesa. Allora come la mettiamo?

Questo dimostra che non è l’atteggiamento momentaneo che genera la santità, ma è quello che si ha nel lungo periodo. Non è condannabile una persona che mette l’amore figliale davanti a quello coniugale magari esercitando atti di ferma severità matrimoniale pur di adempiere ai propri compiti di educatore. Non è assolutamente un abominio cercare di mantenere salda la propria unione familiare anche a costo di irrigidimenti al limite delle regole cristiane, come ad esempio un’ipotesi di separazione nel caso di particolare ottusità di uno dei coniugi.

In una unione cristiana, Dio non ci chiede di dimostrarci reciprocamente il nostro amore con fantastiche crociere per celebrare l’anniversario di matrimonio. Lui ci chiede di fare tutto il possibile per tenere unita la nosta famiglia per agevolare la crescita e l’irrobustimento spirituale delle anime che ci ha mandato da evolvere tramite i nostri figli, nel caso ce ne siano. Per adempiere a questo scopo, non dobbiamo farci dirottare verso principi e modi di pensare assolutamente modaioli.
Il benessere che si può avere con due stipendi, ad esempio,  non deve prevalere sulla necessità di una presenza materna o paterna in famiglia necessaria per una corretta educazione dei figli.

Si potrebbero fare molti altri esempi a seconda dei vari stati di esistenza terrena che ognuno di noi è chiamato a vivere. Ovviamente nel caso di famiglie senza figli, la situazione sarà diversa, come lo sarà per chi la deciso di intraprendere strade che non lo impegnano nel confronto matrimoniale ma lo portano verso altre iniziative non meno nobili quale l’impegno pastorale o in terre di missione.
Non posso quindi contemplare tutte le casistiche ma ognuno può sviluppare la propria e organizzarsi in merito. L’angelo custode, che è un fidatissimo consigliere, saprà aiutare chiunque glielo chiederà a scoprire l’atteggiamento giusto da adottare a seconda delle varie situazioni, quindi lasciamo perdere talk-show e psicologi che non hanno niente da insegnarci se non il modo di sperperare soldi con inutili terapie e costumi di vita dettati dalle mode del momento.

Durante tutto il periodo di permanenza su questa terra, dobbiamo accettare il tipo di vita che Dio ha scelto per noi sopportando critiche e incriminazioni: Gesù ne è stato un esempio lampante.
Gli imbonitori che proclamano verità con cognizioni di causa imparate sui banchi di scuola, e quindi senza esperienza, avranno magari il loro momento di gloria terrena che potremmo anche ingenuamente invidiare, ma che svanirà molto prima di quanto si aspettano. Chi li avrà presi a modello, avrebbe potuto fare nel frattempo dei grossi errori ai quali, magari, potrebbe non avere più la possibilità di rimediare.

Buona domenica

Franco

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